"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 28 marzo 2016

IL VARO DEL KAYAK DA MARE

in dueUsando un termine propriamente nautico, ogni volta che facciamo un’operazione di trasferimento in acqua di un kayak a secco, effettuiamo un varo. Esistono diversi modi per eseguire un varo, ma visto il peso (sempre sopra i 20 kg.) e la lunghezza (5 metri e più) di un kayak da mare, è sempre meglio farlo in due o con l’aiuto dell’apposito carrellino per il trasporto: questo per evitare una forte sollecitazione alla schiena. Quando siamo in due il kayak va impugnato con le apposite maniglie presenti a prua e a poppa, la pagaia va invece infilata nel pozzetto o fissata con gli elastici portatutto presenti sulla coperta. Un accorgimento importante per salvaguardare la schiena: quando sollevate il kayak da terra, non flettete la schiena in avanti, ma piegate le gambe in questo modo ridurrete il peso gravante sulla zona lombare. Il carrellino per il trasporto di un kayak è facilmente smontabile in più parti in modo da essere stivato nei gavoni durante la navigazione.
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carrellino AVATAKSe invece siamo da soli e non possediamo un carrellino, esistono alcuni modi per trasportare un kayak da mare. Vediamo quali sono.
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a valigiaPer brevi distanze si usa il sistema a Valigia: impugnando un bordo del pozzetto e facendo in modo che sia bilanciato, si solleva il kayak rivolto verso l’esterno e con la prua in avanti. Avendo una mano libera, possiamo tenere la pagaia in mano.
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a spallaSe la distanza è più lunga, conviene utilizzare il sistema a Spalla: una volta sollevato il kayak, afferrandolo per il bordo del pozzetto o infilando tutto il braccio dentro il pozzetto, lo si appoggia sulla spalla cercando un punto di equilibrio. Il pozzetto sarà rivolto verso il corpo e la prua in avanti. Con questo sistema si è costretti a tenere la schiena leggermente flessa lateralmente: per evitare che si verifichino contratture, conviene fermarsi e cambiare lato appena si comincia a sentire dolore alla spalla. Anche in questo caso teniamo la pagaia nella mano libera.

lunedì 14 marzo 2016

LA NUTRIA, UNO STRANIERO IN ACQUA


Appartiene all’ordine Rodentia, famiglia Myocastoridae, mammiferi di grande taglia che in Europa comprende quest’unica specie. Il suo nome scientifico è Myocastor coypus. Massiccia, di dimensioni considerevoli (lunghezza corporea 70-150 cm.; peso 6-9 kg.). Pelo di colore variabile tra tonalità di bruno e di grigio; più chiara sul ventre. Zampe piuttosto corte, coda cilindrica, lunga (30-45 cm.) e poco pelosa, muso grigio chiaro con vibrisse ben sviluppate. Facilmente individuabile a terra, in acqua la si può confondere con la Lontra, ma nuota con assetto differente (testa, dorso e coda quasi completamente emersi).



Occupa canali e fiumi con basso regime di corrente, laghi, stagni e paludi con fitta vegetazione ripariale. Si può riprodurre anche più volta all’anno, con vere e proprie esplosioni demografiche. Principalmente crepuscolare, vive in coppie o piccoli gruppi famigliari, scavano tane lungo rive e argini, con ingressi subacquei. Vegetariana, si nutre però anche di uova, insetti e piccoli molluschi; in inverno raccoglie ghiande nei boschi ripariali. E’ ritenuta dannosa per l’economia agraria (mais, frumento, prato), per le associazioni vegetali palustri e per alcune specie di uccelli che nidificano tra la vegetazione ripariale; l’escavazione degli argini è inoltre pericolosa per l’uomo in caso di esondazione dei grandi corsi d’acqua.




In Europa è presente in tutte le aree a clima temperato ad eccezione di Spagna e Inghilterra, dove è stata recentemente eradicata. In Italia è ancora in espansione, distribuita in modo continuo soprattutto nelle aree padane e nelle regioni centrali. Originaria del Sud America e allevata per la pelliccia come “Castorino”, in Europa si è rapidamente diffusa. Nel nostro Paese e in Lombardia è in continuo incremento; la popolazione regionale è stimata in 35-40.000 individui. Attualmente è sottoposta a regime di controllo numerico.



lunedì 7 marzo 2016

LA CERTIFICAZIONE NAZIONALE PAGAIA AZZURRA

 
Cos’è Pagaia Azzurra? 
Pagaia Azzurra è il sistema di certificazione nazionale della FICK che codifica in più livelli la tecnica individuale dello sportivo, la sua capacità di procedere in sicurezza ed eseguire salvataggi in acqua rispettando l’ambiente naturale in cui si muove. Il sistema di certificazione Pagaia Azzurra introduce alla pratica dello sport e accompagna il pagaiatore fino al conseguimento delle certificazioni corrispondenti alla sua preparazione. La certificazione Pagaia Azzurra, già operativa nella disciplina Sea Kayak per i livelli 1, 2 e 3, arriverà a contemplare in futuro sempre più discipline (White Water, Open Canoe, ecc.) fino al livello 5. 

Perché conseguire una certificazione Pagaia Azzurra?
Pochi sport consentono una versatilità paragonabile a quella degli sport di pagaia. Dalla competizione al turismo, dal mare al torrente e alla piscina, dall’attività di squadra a quella individuale, da uno sport di aggregazione a un modo per scoprire la pace, la tranquillità, il patrimonio naturalistico e paesaggistico dei litorali e delle vie d’acqua italiane. Ce n’è veramente per tutti i gusti. 

 La certificazione Pagaia Azzurra è riconosciuta dall’EPP (Euro Paddle Pass) e consente di: 
- esibire una certificazione secondo uno standard comune e riconosciuto presso i paesi aderenti all’EPP (Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Italia, Norvegia, Slovenia, Svezia);
- completare la propria formazione, nella propria disciplina, in uno qualsiasi dei paesi aderenti all’EPP; 
- proseguire la propria formazione iniziata all’estero in Italia; 
- affittare canoe o kayak presso centri italiani ed europei che sempre più spesso vengono affittati esclusivamente a fronte di una certificazione nazionale riconosciuta. 
- iniziare un percorso formativo con una crescita progressiva, necessario per accedere al programma di formazione per Tecnici FICK. 

Altri vantaggi per la persona?
Pagaiare è un esercizio fantastico: è divertente, contribuisce al miglioramento delle capacità cardiovascolari, del tono muscolare, della scioltezza e si pratica a contatto con la natura. Iniziare un percorso per conseguire una certificazione nazionale Pagaia Azzurra spinge a praticare un regolare esercizio aerobico che riduce tensioni e stress, contribuisce ad accrescere la fiducia in se stessi oltre a dare l’opportunità di condividere con altri la gioia dei propri progressi e della propria preparazione nell’eseguire dei salvataggi in acqua nell’ambito di un gruppo. 

Va bene anche per me?
La certificazione Pagaia Azzurra è un’avventura alla portata di tutte le età e abilità. Anche la pagaiata più rilassata costituisce un ottimo esercizio fisico ma va affrontata con la tecnica individuale appropriata, la competenza per procedere in sicurezza ed eseguire salvataggi agendo sempre nel rispetto dell’ambiente naturale. 

Cosa potrò esibire? 
Dopo aver superato positivamente la prova di esame il candidato riceve un certificato firmato dal Presidente FICK, dal Segretario Generale FICK e da entrambi i Tecnici Esaminatori. Il certificato è conforme allo standard europeo EPP ed è valido presso tutti i paesi aderenti EPP. Al candidato viene anche rilasciata la tessera che certifica la disciplina e il livello conseguito. La tessera dovrà essere esibita qualora richiesta per il noleggio di attrezzatura o nell’ambito di attività organizzate presso centri affiliati alle Federazioni Nazionali aderenti EPP (Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Italia, Norvegia, Slovenia, Svezia).

I sistemi di certificazione degli altri paesi europei.
Le Federazioni di ciascun paese, (BC (UK), FFCK (F), SKCF (S), DKKF (DK), ecc.) applicano il proprio sistema di certificazione nazionale che ha un nome proprio (Star Award - UK, Pagaies Couleurs - F, Paddelpasset - S, Wet Card - N, ecc.) e che segue delle linee guida indipendenti per rilasciare certificati distinti in 5 livelli (1,2,3 personal skills, 4,5 personal skills + leadership) che si chiamano, ad esempio, 3 Star Award (UK), Pagaie Rouge (F), ecc. Come avviene per le università, presso le quali si seguono piani di studio differenti, per poi ottenere una laurea riconosciuta nei paesi all’interno della CE favorendo scambi di esperienze, workshop, symposium, ecc. così le Federazioni di 10 nazioni europee hanno allineato i propri sistemi di certificazione nelle varie discipline e ai livelli previsti secondo uno standard comune, chiamato EPP (Euro Paddle Pass), e destinato a comprendere sempre più nazioni aderenti. 

Cos’è EPP? 
EPP (EURO PADDLE PASS) è uno standard (framework), creato per allineare i sistemi di certificazione nazionale dei paesi aderenti (Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Italia, Norvegia, Slovenia, Svezia) garantendone la propria autonomia ma secondo criteri comuni. EPP non è un sistema di certificazione. 

Il sistema di certificazione Pagaia Azzurra
Grazie al sistema di certificazione nazionale Pagaia Azzurra la FICK risulta allineata agli altri paesi aderenti all’EPP e può migliorare e controllare il livello di preparazione non solo dei tecnici ma anche dei pagaiatori italiani con evidenti vantaggi in termini di sviluppo e sicurezza nella pratica dello sport. Ecco perché è necessario che anche l’Italia possa contare su un sistema di certificazione.