"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

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"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



lunedì 2 febbraio 2015

IL REGNO DEL QAJAQ (11)



Diminuendo ancor la temperatura, la poltiglia si solidifica, una percentuale di sale si sposta in parte verso il basso e in parte verso la superficie esposta all’aria, formando una brina mista di cristalli di sale e di ghiaccio, che rende la lastra poco scivolosa e non trasparente. Raggiunti i cinque centimetri di spessore, la lastra formatasi risulta molto elastica, in grado di sorreggere il peso di slitte trainate da cani. Con l’aumentare dello spessore della lastra ghiaccio durante l’inverno, continua il processo di deposito del sale sullo strato inferiore, mentre la parte superiore, esposta agli effetti della neve e del vento, diviene sempre meno salina, al punto di poter essere utilizzata, nella primavera successiva, come acqua potabile.




Se invece la coltre di ghiaccio nuovo è rotta da una tempesta con forti ondate, i frantumi di ghiaccio, spinti più volte a urtarsi fra loro, si arrotondano e originano un tipo di superficie detta a “pancake” ovvero a frittelle, la quale, successivamente ricoperta di neve, può assomigliare a un foglia di ninfea. Queste trasformazioni avvengono sempre in prossimità delle coste, mai in mare aperto.




Per quanto riguarda la navigabilità nei mari artici, è giusto ricordare la parole di Armstrong riportate sulla rivista “Artic”: “La più importante applicazione degli studi sul ghiaccio marino riguarda la possibilità di navigare. Vi sono altre applicazioni: per un aereo è quella di trovare un posto sicuro dove atterrare, per i veicoli di trovare un passaggio che regga il loro peso, per i climatologi un segno dei cambiamenti climatici e per i meteorologi un indice per le previsioni del tempo. Ma nessuno di questi argomenti può stare alla pari con l’importanza di poter navigare”.



Fonte: Il meraviglioso universo del grande Nord

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