"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



domenica 25 gennaio 2015

CIMENTO INVERNALE 2015 SULL'ALTO LARIO - 1° FEBBRAIO



Siamo così giunti alla 17° edizione del Cimento Invernale sull’Alto Lario e quest’anno il raduno vedrà coinvolti, il solito organizzatore di ASD Sottocosta, Luciano Belloni e il gruppo degli Inuit del Lario del CK90 di Vercurago con l’amico esperto e trascinatore, Felice Farina, da sempre simpatizzante dell’evento.

Il periodo scelto è quello dei “giorni della merla”, gli ultimi tre giorni di Gennaio, tradizionalmente noti come i più freddi dell’anno, tuttavia c’è da augurarsi che dopo qualche edizione rimaneggiata per questioni meteo, si possa incorrere in giornate favorevoli e sopratutto senza troppo vento.

Fatta questa premessa, l’appuntamento è per Domenica 1° Febbraio in località Gera Lario alle ore 9:15 dove c’è ampia disponibilità di parcheggio (gratuito) ed uno scivolo all’interno del piccolo porto riparato dai venti da Nord. Come arrivare a Gera? Per chi viene da Lecco sulla Superstrada 36 è raccomandabile uscire dopo Colico, seguendo le indicazioni per Chiavenna/Madesimo e dopo aver superato il ponte sull’Adda, si incontrerà una nuova rotonda dove si seguiranno le indicazioni per Como. Superata la località di Sorico si giunge a Gera Lario e, dopo aver superato la Chiesa parrocchiale e un lampeggiante verde di farmacia, svoltare a SX per il lago/porto. Per chi viene invece da Como sulla Strada Regina, superato il paese di Domaso, si è a Gera dove si deve seguire l’indicazione lago/porto sulla DX. Il percorso si svolgerà su un itinerario di circa 18-20 km. che sarà deciso sul posto in base a condizioni meteo, tuttavia si può anticipare una escursione lungo il Pian di Spagna, Colico, promontorio dell’Olgiasca, traversata su Dongo-Gravedona con sosta pranzo, Domaso e rientro a Gera. Percorso alternativo ipotizzato è verso Nord a Sorico, risalita del Mera, Dascio e il lago di Novate Mezzola con visita alla chiesetta romanica di San Fedelino e rientro. Nei due casi, il rientro è previsto nelle prime ore del pomeriggio.
 
Si chiede di dare conferma di adesione entro il 28 Gennaio a Luciano 338-1374722 o a Felice Farina 349-5216020.

Per coloro che non hanno impegni al Sabato 31 Gennaio, si propone di incontrarsi alle 9:30 sul lungolago di Dervio per una escursione verso Bellano e Varenna e se il vento non ostacola, una traversata sulla sponda comasca è sempre proponibile. Al termine dell’escursione, trasferimento a Dascio per cena e pernottamento allo Albergo Berlinghera a costi contenuti. Cena € 20,00, pernottamento in camera doppia € 30,00 (inclusa prima colazione). La camera singola ha una maggiorazione di € 10,00. Si chiede di dare conferma a mezzo e-mail entro il 28 Gennaio, al solito indirizzo luciano.belloni@tin.it o per telefono al 338-1374722. Qualche informazione utile per le due giornate. L’abbigliamento deve essere consono alla stagione invernale con un cambio a disposizione. Sono raccomandate mute, tute stagne o in alternativa giacche d’acqua e pantaloni stagni, calzari e cuffia in neoprene, guanti o muffole e un paio di occhiali. Il giubbotto salvagente deve essere indossato. Oltre a ciò le imbarcazioni devono essere dotate di gavoni stagni e cime di sicurezza in coperta. Per la sosta pranzo, è opportuno che ognuno abbia una bevanda calda e quanto utile per una colazione al sacco, mentre per agevolare la digestione, l’organizzazione (Felice e Luciano) provvederà come consueto. In navigazione si invitano tutti i partecipanti al rispetto delle indicazioni che saranno fornite in occasione del briefing.

Arrivederci a Sabato 31 e/o alla Domenica 1° Febbraio!!!


lunedì 19 gennaio 2015

GLI INUIT ALL'OMBRA DELLA LANTERNA

Martedì 20 gennaio 2015, alle ore 18, 
ospite della libreria Feltrinelli, in via Ceccardi a Genova, 
Robert Peroni presenterà il suo ultimo libro 
'I colori del ghiaccio' edito da Sperling & Kupfer | Pagg. 184 | Euro 15,90


Invitato dall'associazione genovese ItaliAmmassalik (www.italiammassalik.it) che da diversi anni lavora per creare un 'ponte' fra la piccola comunità Inuit di Ammassalik e il mondo occidentale, Robert Peroni, uno dei grandi esploratori dell'artico, martedì 20 gennaio, alle ore 18, sarà alla libreria Feltrinelli, in via Ceccardi a Genova.

Presentato da Walter Bontempi e da Ottorino Tosti, intervistato da Roberta Baronchelli di Mentelocale.it coglierà l'occasione dell'uscita del suo ultimo libro “I colori del ghiaccio per farci scoprire territori sconosciuti, tradizioni e usanze sopravvissute per centinaia di anni fra i ghiacci della costa orientale della Groenlandia.

Racconterà di Tobias, il cacciatore che ha avuto il coraggio di affrontare da solo uno dei più temibili predatori marini: l'orca; del vecchio e saggio Anda, che gira i villaggi suonando il tamburo e mantenendo vive le antiche tradizioni, e di tanti altri che chi ha visitato Ammassalik ha potuto conoscere di persona.

A queste storie mescolerà il racconto della sua mitica spedizione del 1983. Tre mesi in uno dei luoghi più pericolosi e inospitali della Terra, l'altopiano interno, 1300 Km da costa a costa lungo il 75° parallelo dove le temperature raggiungono non di rado i -40°/-50°.
Fu una delle imprese più audaci delle esplorazioni artiche portata a termine senza il conforto dei moderni strumenti di comunicazione e di localizzazione, né telefono satellitare né GPS, e senza l'ausilio né di cani per il traino della slitta con 180 Kg. di materiale né di alcun mezzo meccanico.

Peroni e i suoi due compagni si trovarono più volte ad un passo dalla morte, ma non desistettero. Poi lui rimase colpito dalla magia di quel Mondo di ghiaccio pieno di umanità e lasciò tutto per stabilirsi lì, ad Ammassalik, uno dei luoghi più isolati e inospitali della Groenlandia, dove ha creato il progetto sociale ‘The Red House’ con l'obiettivo di aiutare i giovani Inuit di Ammassalik a crearsi un futuro nella loro terra d'origine.

Background sociale di Ammassalik:
L'esistenza della comunità Inuit di Ammassalik noi occidentali l'abbiamo scoperta nel 1884. Fino a quel momento si riteneva che tutta la costa orientale della Groenlandia fosse disabitata. Allora questa comunità contava 413 individui. Oggi sono poco più di 3000 sparsi in sei piccoli villaggi distanti fra loro anche 50/70 Km.
Nonostante la pressione esercitata dal mondo occidentale questa comunità è riuscita a mantenere i principali tratti della cultura originaria, che si rintracciano  nel folklore, nelle concezioni della vita, nel comportamento tenuto durante la caccia, caratterizzato da un forte rispetto verso l'animale predato.
E' anche praticamente mancante del senso della proprietà. In sua vece ha sviluppato un forte senso della condivisione, indispensabile per fare fronte alle carestie che hanno sempre colpito questi fiordi. Ancora oggi la caccia e la pesca, specialmente in inverno, molte volte non sono sufficienti per alimentare l'intero gruppo sociale: allora si rimane senza mangiare anche per svariati giorni. Qui non si va al supermercato.
Si mangia soprattutto carne di foca. La foca è l'alimentazione abituale.

E' fondamentale, ogniqualvolta si parla di caccia alla foca, fare una precisazione sul pensiero corrente che gli Inuit massacrerebbero le foche per venderne la pelliccia, perché questo del massacro delle foche da parte degli Inuit è un  detto comune veramente fuori luogo.

L'uccisione delle foche per predarne la pelliccia era, ed è ancora praticata nonostante le leggi lo vietino, in Canada e in Alaska dai bracconieri, non certo dagli Inuit. Nessun Inuit ucciderebbe un animale per venderne la pelle. La caccia è praticata esclusivamente a scopo alimentare.
Un tempo le pelli delle foche uccise per essere poi mangiate venivano vendute e questo commercio dava una certa stabilità economica. Le campagne ambientaliste degli ultimi venti anni hanno stroncato questo commercio e questa popolazione sta adesso sopravvivendo a stento mancando dell'economia più basilare per acquistare le cose necessarie alla vita: il gasolio per riscaldarsi e muovere le barche, qualche genere alimentare di sopravvivenza, l'abbigliamento.

Insomma, una popolazione che deve, da noi occidentali responsabili della sua cattiva sorte, essere adesso conosciuta e aiutata.

Questo viene a dirci Robert Peroni.

lunedì 12 gennaio 2015

LARIO: PAGAIATA DA COMO A LAGLIO


 
Complici le belle domeniche di questo autunno-inverno si è organizzato un tour di un giorno sull'”altro lato del Lago di Como” e precisamente da Como-Tavernola a Lallio e ritorno dal lato di lago sotto le pendici di Brunate.




Il punto di imbarco da noi scelto si trova in prossimità del porto di Tavernola (vedi freccia rossa in foto). Tale imbarco è comodamente accessibile dal parcheggio libero a cui si accede da via della Conciliazione.


 
'obiettivo della giornata è costeggiare il lago per vedere parte delle magnifiche ville che si trovano in questa zona, una delle più famose d'Italia, poterne osservare quindi i giardini e i porticcioli privati nonché le architetture che sono visibili solo dallo specchio d'acqua.




Villa Erba è la prima che ci appare. Viene edificata nel 1897 dalla famiglia Erba noti industriali della farmaceutica italiana, in forme neoclassiche. Dal 1996 è gestita da un consorzio che ne ha fatto un centro congressi e meeting aziendali. Viene affittata anche per matrimoni. Uno dei sette figli della famiglia Erba è Luchino Visconti che spesso trascorreva periodi di vacanze estive in questo luogo.




Villa d'Este è la più nota del lago. Costruita nel 1442 come convento femminile viene utilizzata nei secoli successivi come residenza del vescovo di Como, centro spirituale dei Gesuiti e infine ristrutturata nel 1873 come albergo di lusso che è anche la sua prevalente destinazione d'uso attuale. Nella foto è ritratto il padiglione della Regina.



A metà giornata ci concediamo un panino in un bar di Laglio piccolo comune di 1.000 abitanti noto anch'esso per le sue ville che però sono di valore storico-architettonico decisamente minore. Da questo punto abbiamo attraversato verso il comune di Pognana Lario approfittando del fatto che nel pomeriggio tale riva del Lario è esposta al sole.



La riva orientale percorribile in auto dalla statale Regia è molto stretta e scoscesa . Le case occupano dei brevi tratti attorno alla strada Piccoli i porticcioli e ridotte sono le possibilità di approdo. Spiagge dove riposarsi e prendere il sole d'estate si trovano in prossimità di alcuni torrenti che le hanno create con i loro detriti.



All'altezza di Blevio riattraversiamo il lago badando bene ai numerosi traghetti e imbarcazioni private tutte intente al rientro. Una magnifica giornata passata a contatto con il nostro lago la sua storia e gli amici.
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Testo del Luis (CK90 - Inuit del Lario)
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