"INUIT DEL LARIO" - CANOA KAJAK 90 A.S.D.

LA PASSIONE PER IL KAYAK DA MARE, LA NATURA E GLI AMICI...



"vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde, di andare e venire
ricominciare a fluire..." (Tiromancino)



giovedì 30 giugno 2011

LIBRI FOTOGRAFICI DI UGO PONS SALABELLE

Ugo Pons Salabelle è fotografo professionista specializzato in advertising ed editoria d’arte, docente di fotografia presso l’Istituto superiore di comunicazione ILAS e presso la II Università di Napoli. Dopo una lunga esperienza nel mondo del windsurf si dedica al kayak da mare e pagaiando realizza un po’ di foto che sono oggi pubblicate su questi due stupendi libri fotografici.





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TITOLI: Campi Flegrei e Procida dal mare & Sulla via dell'acqua che scorre
AUTORE: Ugo Pons Salabelle
EDITORE: http://www.blurb.com
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lunedì 27 giugno 2011

LA TROTA LACUSTRE



Vive nella maggior parte dei laghi europei. Non è ancora chiaro se questo salmonide, un tempo diffuso sul Lario, sia una specie a sé, o un adattamento all’ambiente lacustre da parte della Trota marmorata che un tempo risaliva dall’Adda. Questa specie è in forte contrazione se non estinta. Le cause della sua scomparsa sono prevalentemente da attribuirsi: ad alterazioni degli habitat dovuti alla presenza di sbarramenti invalicabili, dighe e briglie, che rendono impossibile a questa specie il raggiungimento sia del Lario, che degli areali di frega costituiti dai fondali ghiaiosi dei tributari al lago; alla riduzione della disponibilità di prede (alborelle); alla competizione per il cibo esercitata nel Lario dalla Trota fario che è migrata nel lago a causa di eccessivi ripopolamenti effettuati nei torrenti; alla possibile ibridazione fra questa specie e la Trota fario. La sua presenza nel Lario non è certa: può capitare di catturare trote con le caratteristiche della lacustre, ma esse deriverebbero da trote fario provenienti dai torrenti tributari al lago, che dopo un certo periodo di permanenza, assumono le caratteristiche della lacustre. Ne è la prova che da ormai parecchi anni non si catturano trote che superino i 7 – 8 Kg., peso limite raggiungibile dalla Trota fario. Si sta cercando di reintrodurre questa specie tramite ripopolamenti ed intervenendo sugli sbarramenti invalicabili.




COME RICONOSCERLA:
Corpo slanciato con tendenza a divenire tozzo e massiccio negli individui adulti.
Colorazione grigio – azzurro sul dorso, mentre i fianchi sono argentei e molto ricchi di piccole macchie nere a forma di x, il ventre è bianco.
Testa grande e robusta, bocca ampia e munita di denti aguzzi anche su lingua e palato.
Pinne grigie, presenza della pinna dorsale adiposa (tipica dei salmonidi).
Può raggiungere e superare il metro di lunghezza ed i 20 chili di peso.




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Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.

giovedì 23 giugno 2011

I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (5)



Le regioni più settentrionali della Norvegia sono il regno incontrastato dei Sami. I Sami sono i veri signori del Grande Nord. Nomadi da sempre, hanno legato il proprio sostentamento alle renne, che erano la loro principale fonte di ricchezza fino a pochi anni fa. Oggi il popolo Sami, le cui tribù vivono nelle regioni artiche di Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia, hanno loro rappresentanti in Parlamento, una loro radio, giornali e periodici. La lingua Sami appartiene infatti a un ceppo completamente diverso dagli altri idiomi scandinavi.





Il tipico abito maschile Sami è costituito da una pesante tunica blu, adornata di fasce rosse e passamanerie colorate, stretta in vita da una cintura e indossata sopra calzoni di renna; quello femminile di differenzia per essere più lungo e svasato, ingentilito da uno scialle a frange. Mentre le calzature sono sostanzialmente le stesse, la foggia dei copricapi, soprattutto quelli maschili, cambia da tribù a tribù.



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lunedì 20 giugno 2011

IL PONTE DI OLGINATE



Già al tempo dei Romani vi era la presenza di un ponte che serviva la direttrici Lecco-Milano e Bergamo-Como. Esso sfruttava il naturale restringimento del corso dell’acqua creato dai sedimenti trasportati sui lati opposti dai torrenti Gallavesa ed Aspide. Distrutto in età barbarica ne rimane una arcata superstite nei giardini di Villa Carmen.




Il collegamento tra le due sponde fu mantenuto poi in età medioevale da chiatte e dal traghetto che partivano dal Porto di Olginate collocato nei pressi dell’odierna Piazza Garibaldi. Nel 1909 iniziò la costruzione del Nuovo Ponte Vittorio Emanuele III° che si concluse due anni dopo con il Direttore Lavori che accusava l’impresa realizzatrice della non corretta esecuzione dell’opera.




I cedimenti iniziarono subito, il ponte resistette fino al 1925 quando fu demolito. Nel 1927 sfruttando un finanziamento per l’anniversario della marcia su Roma fu collocato l’attuale ponte in ferro, posato sui pilastri esistenti a cui seguirono negli anni svariate modifiche e ampliamenti.




Testo di Luis (Inuit del Lario).
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giovedì 16 giugno 2011

VESTIRSI ADEGUATAMENTE



L’abbigliamento tecnico del kayaker deve essere sempre adeguato alle situazioni ambientali e meteorologiche. I problemi possono essere dovuti al freddo e al vento, ma anche al caldo e al sole; spesso le situazioni più difficili si hanno quando sbarchiamo a riva per fare una pausa, ed è quindi necessario avere dei ricambi pronti, caldi e asciutti. Per capire come e quanto vestirsi, è importante sapere che il corpo umano emana calore quando compie uno sforzo fisico: quindi è buona norma non sentire caldo già in partenza, in quanto sudare quando l’aria è fredda è pericoloso. Chi affronta le prime esperienze di navigazione in kayak dovrebbe farlo in condizioni ambientali facili e confortevoli. Se questo non fosse possibile, bisogna adottare un abbigliamento adeguato per navigare in tutta sicurezza.




Bisognerà sempre portare con sé, durante le nostre escursioni estive, un paio di occhiali da sole, una borraccia, un cappellino con visiera, la crema solare, una maglietta di ricambio e anche una giacca d’acqua leggera nel caso in cui arrivi un temporale.




Durante la stagione invernale ovviamente dovremo indossare una muta e una giacca d’acqua pesante e tenere ben calde le estremità del nostro corpo: i piedi, la testa e soprattutto le mani che sono a contatto diretto con l’acqua ed esposte al potere di raffreddamento del vento. Cappello, calzari in neoprene, guanti o manopole sono quindi necessarie.



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lunedì 13 giugno 2011

LIBRI – L’ISOLA, IL SANTO GRAAL SUL LARIO



Nell'anno 569 dell'era cristiana i Longobardi passano le Alpi e occupano rapidamente l'Italia settentrionale, sottraendola al controllo dell'impero bizantino. Tutta? Non proprio. Dal suo quartier generale posto sull'Isola Comacina il generale Francione tiene alta ancora a lungo sul Lario la bandiera dell'impero, resistendo tenacemente agli assalti dei Longobardi. Ne "L'Isola" si narrano gli eventi ordinari, la vita quotidiana sul Lario assediato; ma anche eventi insoliti, come l'arrivo di un sacerdote britannico che reca con sé una misteriosa reliquia. Questa reliquia non è altro che il Sacro Calice, oggi noto come il Santo Graal, le cui vicende si snodano tra l'Isola, Piona e i monti che fanno corona al lago, fino a una conclusione sorprendente e inattesa.
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TITOLO: L’isola, il Santo Graal sul Lario
AUTORE: Giovanni Galli
EDITORE: Editrice Lariologo
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giovedì 9 giugno 2011

IL SALMERINO



Tipico della regione Circumpolare è diffuso anche in molti bacini dell’Europa continentale, dell’Asia e dell’America settentrionale. In Italia è presente in alcuni laghi alpini, anche oltre i 2.500 metri. Le popolazioni nordiche vivono in mare e risalgono i fiumi per la riproduzione (specie anadrome). Nel Lario non era presente fino agli anni ‘30 quando vennero immessi alcuni soggetti provenienti dal lago Svizzero di Zug. Tuttavia la sua presenza venne registrata solo dopo alcuni anni, poiché il salmerino alpino è una specie a bassa prolificità che inoltre risente della competizione con altri salmonidi e della predazione delle uova (grosse e vistose) operata da anguille e bottatrici. Contrariamente a quanto si ritiene, il salmerino alpino è una specie che vive solo nei laghi, si nutre di invertebrati, plancton e piccoli pesci. Questa specie vive ad elevate profondità. Nei torrenti alpini è presente anche un altra specie, molto simile al salmerino alpino, il salmerino di fonte (Salvelinus fontinalis). È una specie alloctona di provenienza nord americana che non si riproduce nelle acque della Provincia di Lecco che pertanto proviene dalla presenza accidentale di alcuni individui nel materiale da ripopolamento. Il salmerino alpino può essere confuso solo con il salmerino di fonte, dal quale si distingue per l’assenza di una banda nera che si trova all’interno della bordatura bianca che percorre il primo raggio delle pinne pettorali e ventrali. Il salmerino alpino nel territorio provinciale è presente solo nel Lario ad elevate profondità, nel lago di Sasso e nei laghi di Deleguaggio.




COME RICONOSCERLO:
Corpo affusolato lievemente compresso lateralmente.
Colorazione assai variabile, grigio – verde sul dorso, mentre i fianchi sono più chiari con chiazze bianco gallastre (rare o assenti in alcuni ambienti), la zona compresa fra i fianchi ed il ventre è più o meno rossa mentre la parte centrale del ventre è bianca durante l’epoca riproduttiva nel maschio la colorazione diviene più sgargiante.
Testa relativamente piccola e conica con occhi grandi, bocca posta appena sotto l’estremità del muso.
Pinna dorsale grigia, pinne pettorali, ventrali e anale di color arancio bordate di bianco, presenza della pinna dorsale adiposa (tipica dei salmonidi).
Scaglie molto piccole.
Può raggiungere i 60 centimetri ed i 4 chili di peso.



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Tratto dal sito della FIPSAS di Lecco.

lunedì 6 giugno 2011

I POPOLI DEI GHIACCI DEL GRANDE NORD (4)



Gli abitanti della Siberia possono essere raggruppati in cinque gruppi principali, per convenzione indicati come razze: 1) I Sami; 2) gli Ugro-Finni; 3) i Tungusi-Manciù; 4) i Turchi-Jakuti; 5) i Paleoasiatici. E’ stato stabilito che i Tungusi-Manciù e i Turchi-Jakuti sono stati i più recenti invasori della fascia artica; gli Ugro-Finni e i Paleoasiatici (quest’ultimo gruppo comprende anche gli Inuit) sono di più antico insediamento.





I Sami (detti impropriamente Lapponi), che utilizzano una lingua del tipo ugro-finnico, tuttavia parlata in modo diverso, avendo perso il carattere agglutinante tipico di queste lingue, costituiscono un mistero a parte. I Sami, sebbene siano insediati nei territori nazionali norvegesi, svedesi e finlandesi (solo un esiguo gruppo risiede nella penisola di Kola ed è soggetto alle autorità russe), hanno conservato un’ammirevole unità culturale che coltivano con passione. La loro vita oggi è meno dura di quella del passato ma è comunque condizionata dal clima polare e dalle insidie di un territorio vasto e semidesertico. Ecco perché i Sami, quando non sono impegnati a misurarsi con le grandi distanze e con gli elementi naturali, cercano di fare di ogni momento di pausa un’occasione di divertimento e di scambio sociale.




Sono famose le riunioni di primavera durante le feste di Pasqua, quando intere famiglie si mettono in viaggio per portare ai mercati i prodotti finiti e acquistare materie prime e attrezzi. Gruppi rimasti separati anche per anni si incontrano e festeggiano l’avvenimento; l’occasione è propizia per celebrare matrimoni e definire questioni patrimoniali. Durante queste riunioni, si disputano gare sportive e prove di abilità, come le spericolata corsa con gli sci al traino di renne appositamente addestrate.



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giovedì 2 giugno 2011

NAVIGARE IN KAYAK DA MARE SUL LARIO (quinta parte)

Grigna settentrionale

Il ramo di Lecco offre, invece, un panorama più aspro reso suggestivo dalla presenza del Grignone (2410 m), dalla Grignetta (2184 m), vetta di origine dolomitica, e dal Moregallo (1276 m) che, a livello del lago, determina la formazione di suggestive calette ed insenature. Oltre agli scorci prensenti “in quel ramo del Lago di Como, che volge a mezzogiorno”, si aprono anche varchi naturali, come la sorgente di Fiumelatte, descritta da Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico, e l’impressionante Orrido di Bellano.


lago di Mezzola

Sulla sponda orientale del ramo di Colico è presente un piccolo golfo incavato, quasi sembrare uno specchio d’acqua a sé, chiamato Laghetto di Piona; quest’ultimo fa da cornice all’omonima abbazia cistercense che sorge in prossimità delle sue rive. Altre zone da visitare con il kayak sono la riserva naturale del Lago di Mezzola (all’estremo Nord del Lario) e il lago di Garlate (a Sud della Città di Lecco) che fa parte del Parco dell’Adda Nord e la costa che va da Bellagio a Valmadrera (ramo di Lecco).


laghetto di Piona

CARATTERISTICHE GENERALI DEL LARIO

Altitudine 198 m slm
Area 146 km2
Sviluppo costiero 170 km
Larghezza massima 4,4 km
Lunghezza massima 46 km
Volume 23 km3
Profondità massima 418 m
Profondità media 150 m
Superficie del bacino di drenaggio 4500 km2
Acqua scaricata attraverso l’emissario 158,3 m3 al sec.
Numero immissari 37
Numero emissari 1
Tempo di ricambio completo dell’acqua 4,5 anni
Temperatura min/max 5-6°C/23-24°C




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